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A cura di Claudio Ciccillo

La riforma del Terzo settore ha chiamato i Centri di Servizio ad una riflessione sul loro esserci ad operato. Ne ha sottolineato l’importanza nel formare/informare, sostenere, valorizzare, accompagnare, coordinare/fare rete, dare consulenza ed assistenza alle diverse associazioni di volontariato che abitano i territori aggiungendovi a pieno titolo e diritto anche le associazioni di promozione sociale.
La stessa riforma ci ha anche chiamati a ridurre il numero dei centri accorpandosi tra loro.
Nella nostra regione da nove Centri di Servizio, quante sono le province, si passa a quattro e Ravenna insieme a Forlì-Cesena e Rimini stanno lavorando per costruire il Centro di Servizio per il Volontariato Romagna. E’ un lavoro lungo, difficile, di confronto e qualche volta di scontro, di tentativi di mettere insieme strutture diverse per storia, organizzazione, modalità di presenza e di erogazione di servizi, pensiero e prospettive. Ognuno nei rispettivi territori portava avanti nei suoi modi la stessa “mission” nella quotidianità.
Con la stabilità di più di 20 anni di esperienza e presenza, abitando e leggendo il proprio territorio e le domande che lo abitano e sviluppando nuovi servizi e modi di essere accanto alle associazioni.

Il Centro di Servizio di Ravenna “Per gli altri”, da sempre ha fatto la scelta di essere accanto al volontariato, dandogli competenze e servizi qualificati e di eccellenza, portando tali competenze nei diversi territori della provincia. In tal modo, attraverso gli sportelli, ha dato concretezza ai principi di prossimità e territorialità animando il volontariato e facendo crescere quella coscienza civile che è capitale sociale di una comunità. Ha creato servizi per venire in aiuto alle Associazioni sgravandole e facilitandole nei labirinti della burocrazia o nell’uso dei social per promuoversi, in modo che i volontari, i più avanti negli anni, non venissero sovraccaricati o distolti dal loro servizio in prima linea, attento ai bisogni della propria comunità per dare carne al bene comune.
Il CSV “Per gli altri” è stato promotore di un volontariato attivo e partecipativo. Attraverso le consulte ha creato un organismo che dialogasse e, come antenne segnalassero i bisogni e le riflessioni di un volontariato in un mondo che cambia.
Ha svolto un ruolo di supporto, di spinta, di vicinanza con le istituzioni del territorio, presiedendo tavoli sui vari problemi sociali, stimolando la cooperazione e la creazione di reti fra le diverse realtà dei territori, aiutando le istituzioni a partorire e mettere in atto delle politiche di intervento.

Sono convinto, che dopo il Covid – 19 che sta modificando la realtà così come eravamo abituati a viverla, i Centri di Servizi per il Volontariato siano chiamati a ripensarsi, nei servizi e nella propria mission. Dopo l’emergenza sanitaria, si avrà un’emergenza economica e sociale. Ci sarà un aumento delle povertà relative ed assolute, una crescita delle solitudini e domande di prossimità. Questo sicuramente ingigantirà la pressione sulle istituzioni e sulle associazioni chiamate a cambiare prospettiva, orientando il proprio sguardo da se stesse all’esterno. I CSV avranno sempre più un ruolo di stimolo e di collaborazione nei confronti delle istituzioni e nello stesso tempo di motore di crescita del volontariato come capitale sociale che arricchisce i territori.
Facendo germinare nei cittadini una consapevolezza ed una responsabilità più alta, riappropriandosi della politica, nella sua accezione più vera di prendersi cura della città.
La crisi economica avrà come effetto il calo delle risorse ai CSV, in quanto le fondazioni vedranno un taglio delle risorse da destinarvi, per cui sarà importante che il CSV metta in atto azioni di Fundraising concependo progetti e servizi che possano reperire quelle risorse che tengano alte e qualificate le sue azioni a favore delle associazioni e quindi dell’intera comunità.
Abbiamo davanti una grande sfida, una grande opportunità di crescita nel senso della cittadinanza attiva, della partecipazione, della democrazia, perché la forza di un CSV sono i volontari, la forza di uno stato sono i suoi cittadini coscienti, liberi, responsabili, attenti ai diritti/doveri di tutti e ciascuno, non più delegati o assistiti ma protagonisti della propria storia,
Creatori del proprio domani.

Claudio Ciccillo Presidente di PER GLI ALTRI Centri di servizio per il volontariato di Ravenna . 

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