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A cura di Padre Claudio Ciccillo

Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore (1 RE 19,11)

Elia in fuga da Gezabele, che vuole ucciderlo, si ritira nel deserto e raggiunge l’Oreb, il monte di Dio. Si rannicchia in una grotta per nascondersi e vivere raggiunto da Dio, che lo chiama a rialzarsi ed a uscire. Questo episodio della Bibbia mi sembra molto importante per il cammino spirituale di ciascuno. Capita nella vita di fare l ‘esperienza del fallimento. Come Elia, anche noi sperimentiamo la fragilità dei valori, il frantumarsi di una identità, la insignificanza dei convincimenti più alti sotto lo strapotere di Gezabele, di idoli che ingoiano tutto, anche le nostre esistenze. Idoli che ci impongono la fuga, che cacciano gli spiriti liberi, non addomesticati nel deserto della sfera privata, nel luogo dove non ci sono parole, dove non c’è il rischio di un confronto, il pericolo di una contaminazione che possa risvegliare un pensiero critico negli accampamenti umani. E così il profeta che è in noi è messo in fuga, la capacità di scorgere i segni dell’oltre e dell’altro nella storia è reso latitante.

La coscienza che non si lascia comprare, la radice ebraica di idolo è colui che ti compra, non trova diritto di cittadinanza, domicilio negli agglomerati umani.

Le parole profetiche, quelle che scuotono, richiamano, evidenziano i limiti, l’essere” penultimo” di ogni assoluto umano, facendone emergere i difetti di fabbricazione sono o spente o talmente celebrate da renderle innocue, magari recintate nella sfera del sacro venerate ma non vissute, come capita nella Bibbia e alla Carta Costituzionale.

Elia entra in una grotta. La nostra fede come la nostra coscienza civile le chiudiamo in una sfera interiore, quel riflusso nel privato, nei convincimenti “impantofolati” che rendono stimolanti i salotti ma non la vita. La caverna come raccontava Platone ci filtra la realtà e ci proietta immagini, che ci assuefanno a leggerla come da fuori ce la propinano. La caverna diventa fuga “infantile”, un “limbo” in cui si cerca la propria tranquillità delegando partecipazione, impegno responsabilità. Ci si nutre, come nel grembo materno, di ciò che da fuori ci viene dato, lasciando la formazione della nostra vita, ai cibi scelti dal pensiero unico, all’egenomia del mercato, del profitto del neo liberismo, del denaro che diventa fine a sè stesso che tendono a partorire automi ridotti a codici fiscali, a numeri seriali”.  Il Dio vivente chiama Elia ad uscire, a vivere la realtà abitandola, guardandola negli occhi, uscire e vivere in modo non delegato. E’ una coscienza consapevole del mondo, degli altri, di sé stessi, di Dio colta attraverso i propri sensi, riscoperti come porte con cui entriamo in relazione con ciò che esiste e fondamentali per introiettare la realtà e farcene un nostro pensiero. Uscire perché i valori della S. Scrittura come quelli della Costituzione hanno bisogno di fisicità, di cittadini, persone che li incarnano, li vivano, li lottino, li difendano tenendoli desti nella coscienza e nel Paese

E’ importante uscire e fermarsi, è importante lo stare, tenere davanti agli occhi ed alle scelte i valori che  informano la nostra identità democratica e di fede. Stare perché l’uomo non venga detronizzato, che rimanga al centro delle politiche, valore non negoziabile fine di ogni pensiero ed azione. E’ il momento di stare, di non indietreggiare, di essere in piedi davanti al “volto” di Dio non ai suoi simulacri, alle maschere che gli sono applicate. In piedi davanti alla vita, al suo volto umano, da persone non da personaggio

1 Commento

  • By Giuseppe Gargiulo
    Posted 21 Aprile 2020 21:41 0Likes

    Penso che ognuno di noi abbia la sua piccola Grotta.. Il suo rifugio.. Non c’è Niente di male. A volte può anche diventare un bisogno legittimato per svincolarsi dal Frastuono esterno che romba come un martello PNEUMATICO..Ovviamente questo tipo di ritiro non deve diventare come luogo scelto per sottrarsi ai doveri della coscienza e della ascolto DELL Altro Bensì il luogo temporaneo dove raccogliere le forze le motivazioni e tornare ad innamorarsi della vita e dei bisogni e dei sogni degli altri… Solo Allora quella Grotta avrà senso poiché L’umano incontra il divino per Farsi pane e Dare Sapore All altro andando Oltre ciò che non si vede e non si tocca. Grazie Guerriero Claudio

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